Due precursori

Già a partire dalla seconda metà  dell’’800 due artisti ci aiutano a capire quanto avverrà dopo di loro: Edgar Degas e August Rodin. Ci soffermiamo un poco su questi artisti per aiutare chi non è avvezzo al fare artistico a comprendere come hanno lavorato e possono lavorare gli artisti ancora oggi.

Edgar Degas realizza “Ballerina di quattordici anni” nel 1880 (Parigi, Musée d’Orsay) : il corpo, alto 99 cm., lo ha modellato in cera rossa  per poi  rivestirlo con un vero tutù in stoffa e tulle. I capelli di crine sono intrecciati legati da un nastro di raso. Anche ai piedi della ballerina, Degas, mette delle vere scarpette da ballo.

La scultura fu al tempo molto criticata; a questo proposito si può ricordare che Elie de Morit  definì la scultura“una scimmia, un azteco [….], da mettere sotto formalina e da spedire al Museo Dufuitreu di patologia umana”.

E’ da considerare il fatto che la scultura figurativa fino a questo periodo non  era replica  della realtà, alla quale si ispirava solamente, ma traduzione nel linguaggio scultoreo di forme, volumi, luci ed ombre. Inserire oggetti veri  scardinava anche quello che fino a quel momento era un altro imperio per le sculture, secondo il quale esse  dovevano essere interamente opera dell’artista, che doveva abilmente realizzare personalmente ogni dettaglio.

Piccola danzatrice di quattordici anni, 1881, statuetta in cera, 99 cm, Upperville, VA – Collezione Mr and-Mrs Paul Mellon

 

L’assioma che prevedeva l’artista come esclusivo artefice dell’opera viene messo in discussione anche da August Rodin anche se in modo diverso: ci fu un periodo della sua carriera in cui lavorarono per lui ben 50 formatori, pronti a restituire in gesso tutte le sue opere realizzate in creta. Ma la formatura, nel caso di Rodin, non è solo una semplice trasposizione da un materiale ad un altro, ma diventa, a tutti gli effetti, parte integrante del processo di creazione artistica: una volta in gesso la scultura, o una parte di essa, poteva diventare l’origine di una nuova scultura, grazie alla sua modificazione, come nel caso dello studio per il ritratto di  Etienne Clémentel  (1916,Musée Rodin, Paris),  che al primo stadio è solo una testa in terracotta; nel secondo stadio  la testa sormonta le spalle, il tutto in gesso; per il terzo  stadio le spalle sono sparite e la testa  è stata ‘ammorbidita’ dopo un’immersione nel gesso liquido.  Per la quarta versione  il busto della seconda versione, sempre in gesso, è stato lavorato e modificato.

La scultura o frammento (come “Testa di guerriero” da “La Difesa” (anche conosciuta come “La chiamata alle armi”), 1879. Gesso. Musée Rodin, Paris, oppure “Meditazione senza braccia”, 1883-1884(?). Dettaglio. Gesso. Musée Rodin, Parigi), poteva anche essere  combinato con  altre sculture o con parti di sculture diverse (come “Donna nuda seduta con la sua coscia sinistra alzata”, gesso, Musée Rodin, Parigi). Fino a sculture come  “Uomo nascente dalla spalla di una donna seduta” dove i corpi  sono riconoscibili  ma vengono usati  liberamente come  forme astratte connesse e libranti nello spazio.

A. Rodin, “Testa di guerriero” da “La Difesa” (anche conosciuta come “La chiamata alle armi”), 1879, gesso, Musée Rodin, Parigi

“Meditazione senza braccia”, 1883-1884(?). Dettaglio, gesso. Musée Rodin, Parigi

“Uomo nascente dalla spalla d una donna seduta” , gesso, Musée Rodin, Parigi