Collage e decollage

Sulla linea dell’inserimento dei frammenti reali nei quadri, come abbiamo visto in Braque,  Picasso o in Duchamp, ma senza lo spirito dissacratorio dadaista, Alberto Burri, “Sacco rosso”, 1954, Tate Gallery di Londra.  Alcuni sacchi comuni , ‘poveri’,di juta disposti su di un fondo rosso uniformemente dipinto, creano un forte contrasto, dovuto alla loro a superficie plastica, la loro consistenza e sovrapposizione.

Sacco e rosso, 1954, Tate Gallery di Londra. 

Di qualità materica e coloristica sono anche i decollage di Mimmo Rotella,  strati di manifesti strappati. Ne vediamo di tutti i tipi, da quelli di connotazione astratta, a quelli riportanti un soggetto ben distinguibile.

Invitiamo il Papa, 1960 (décollage)

Ascolto, 2000, decollage e pittura su tela, cm.100×70. 

 

 

 

Antoni Tàpies, rappresentante catalano della pittura informale internazionale, con le sue opere anticipa l’Arte Povera. Non i colori interessano a Tàpies, ma le forme e la materia. Questa prevale anche quando usa oggetti veri e propri, che sceglie non in quanto tali, ma per le loro forme e mettendoli in relazione al contesto nel quale pensa d’inserirli; per creare una nuova realtà a se stante.

Antoni Tapies,
Porta metàllica i violí, 1956, pittura su assemblage d’oggetti,  200 x 150 x 13 cm 

La Tole (Slammer), 1972 Collezione Axel Vervoordt, Antwerp (163 x 217cm.) foglio metallico, legno, chiodi, ramoscelli, foglie e matita 

 

Armari, 1973, oggetto-arazzo  231 x 201 x 156 cm  Lavoro eseguito in collaborazione con Josep Royo