Gli artisti hanno sempre riusato e riciclato materiali ed oggetti. Già a partire dall’antichità era frequente il riutilizzo di rovine o di elementi architettonici (come detriti, colonne, rilievi e blocchi lapidei) per la costruzione di nuovi edifici; nella storia dell’architettura i casi sono numerosi (ricordiamo il Teatro Marcello a Roma, trasformato in Palazzo Savelli; la basilica di Santa Maria degli Angeli originata dal complesso delle Terme di Diocleziano a Roma; il Complesso monumentale di Pisa ricco di numerosi esempi di riutilizzo di blocchi scolpiti o incisi).
Anche nell’ambito della pittura e della scultura è sempre stata pratica diffusa tra gli artisti riutilizzare i materiali o i supporti necessari al loro lavoro (pareti, tavole lignee, tele, cornici, blocchi di marmo, metalli precedentemente utilizzati per altre sculture, ecc.).
A questa breve rassegna sul riuso di oggetti e di materiali da parte degli artisti è utile considerare il tema connesso dell’uso di materiali e oggetti diversi all’interno della stessa opera. Sia nella storia dell’arte che in quella dell’artigianato, dall’antichità fino ad oggi, sono infiniti i casi in cui diversi materiali, riutilizzati o meno, siano stati impiegati in commistione all’interno della stessa opera. A partire dall’arte africana, soprattutto dell’800.

Maschera “Kasangu” – Salampasu : Regione del Kasai, tra il fiume Kasai ed il fiume Lulua – Rep. Dem.del Congo / Angola
Legno, pigmenti, fibre vegetali, piume di uccello, patina d’uso.
