Pablo Picasso

Gli oggetti hanno avuto un ruolo fondamentale nell’opera di Picasso:  da essi, dalla loro forma,  traeva ispirazione per la realizzazione di sculture, come, ad esempio, quando trasforma un manubrio e un sellino in una testa di toro (Testa di toro, 1943, Milano Pinacoteca di Brera).  )

Testa di toro, 1943, Pinacoteca di Brera, Milano

“… Ricordate la testa di Toro che ho esposto recentemente? Ecco come è stata concepita. Avevo notato in un angolo un manubrio e una sella di bicicletta disposti in modo tale che assomigliavano ad una testa di toro. Ho messo insieme questi due oggetti in un certo modo”.

“Insomma, ho fatto di quel manubrio e di quella sella una testa di toro che tutti hanno riconosciuto come tale. La metamorfosi si era compiuta e mi auguro che un’altra metamorfosi si compia in senso contrario. Supponete che la mia testa di toro sia gettata tra i rottami. Un giorno forse un  ragazzo, vedendola, si dirà:”Ecco qualcosa che potrebbe servire molto bene come manubrio per la mia bicicletta…”. Così una doppia metamorfosi si sarà compiuta”.

Dalla conversazione, trascritta da André Warnod, del 45 pubblicata su “Arts” il 29 giugno.

Picasso era un grande accumulatore di oggetti  raccolti nei posti più disparati, per strada, sulla spiaggia o tra i rifiuti. Questi stessi oggetti venivano apprezzati  sia per la loro bellezza non convenzionale che per l’impiego che se ne poteva fare, veloce e immediato,  assemblandoli. Picasso, partendo da  oggetti reali realizzò fusioni in bronzo, come “Capra”, grazie all’assemblaggio di un sellino da bicicletta, di una cesta e dei vasi, oppure “Babuino e giovane”  risultato anche dell’accoppiamento di  due modellini di auto del figlio Claude.

Capra, 1950, MOMA, New York