EPR: riduzione degli imballaggi

Gli imballaggi mal concepiti: i contenitori “usa e getta” che noi paghiamo al momento dell’acquisto dei prodotti secondo una percentuale di circa il 20% del prezzo.

Alcuni Paesi hanno compiuto alcuni passi per la riduzione di questo tipo d’imballaggi, ad esempio il Governo irlandese ha introdotto una tassa di 15 centesimi per i sacchetti di plastica dei centri commerciali. Nel giro di un anno l’uso di questi sacchetti si è ridotto del 95%; il denaro risparmiato, 12 milioni di euro, sono stati impiegati per il sostegno d’iniziative di riciclo. In Australia e nella città di San Francisco i sacchetti di plastica sono stati banditi. Nelle Filippine sono stati vietati sia i sacchetti di plastica che l’uso del polistirolo.

In Italia sono ormai numerosi i negozi di prodotti erogabili sfusi, grazie ai contenitori che i clienti portano per l’acquisto. Ad esempio a Capannori, in provincia di Lucca, nel 2009 è stato aperto il negozio  ”Effecorta” che vende più di 200 prodotti alla spina che a seconda della tipologia sono disponibili con erogatori a caduta, contenitori a cesto e  spillatori. (http://www.comune.capannori.lu.it/sites/default/files/segreteria_sindaco/home_materiale/effecorta-capannori.pdf)

 

Nella provincia dell’ Ontario, Canada, da più di 60 anni la ditta locale per la produzione della birra “Beer Store” ha riusato più del 98% delle sue bottiglie di vetro facendole circolare ben 18 volte, risparmiando 13 centesimi per servizio, rispetto alle bottiglie “usa e getta” e creando 2000 posti di lavoro per la raccolta e la pulizia delle bottiglie (per approfondire consultare  Paul Connett,“Rifiuti Zero una rivoluzione in corso”,  Dissensi).

Diapositiva di Paul Connett

Diapositiva di Paul Connett