Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori

Il Centro Ricerca Rifiuti Zero è il promotore di questo sito. Per la sua definizione ricorriamo a Rossano Ercolini,  responsabile del centro, tramite le sue parole tratte dall’articolo pubblicato nel 2010 da “Gazetta Ambiente”, n.2: “Il Centro Rifiuti Zero di Capannori e lo studio del rifiuto residuo
In che cosa consiste la “novità” di questo centro? Esso ha lo scopo di monitorare e studiare il “rifiuto residuo” così come si presenta dopo le raccolte “porta a porta”.

Il progetto

Questo sito, perfettibile ed in continua evoluzione, ha scopi puramente didattici. Esso permette di ricordare quanto l’Arte abbia già fatto di sostenibile o  con il riuso e il riciclo di materiali e oggetti, in modo da stimolare gli artisti contemporanei ad interrogarsi sul ruolo che possono ricoprire all’interno di una società fondata in gran parte sul consumo e lo spreco quale è la nostra, con l’auspicio che possano realizzare beni durevoli, altrimenti facilmente riusabili e riparabili, oltre a sposare tecniche e azioni e contenuti  fondati sul rispetto per l’ambiente.

Artisti visivi e rifiuti

Gli artisti hanno sempre riusato e riciclato materiali ed oggetti. Già a partire dall’antichità  era frequente il riutilizzo di rovine o di elementi  architettonici (come  detriti, colonne, rilievi e blocchi lapidei) per la costruzione di nuovi edifici; nella storia dell’architettura i casi sono numerosi (ricordiamo il Teatro Marcello a Roma, trasformato in Palazzo Savelli; la basilica di Santa Maria degli Angeli originata dal complesso delle Terme di Diocleziano a Roma; il Complesso monumentale di  Pisa ricco di numerosi esempi di riutilizzo di blocchi scolpiti o incisi).