Il cocciopesto
(Dal MANUALE SUL COCCIOPESTO a cura di Daniela Re sulla base degli appunti del maestro Danilo Dianti-Rete solare per l’autocostruzione, www.autocostruzionesolare.it)
Il cocciopesto è un rivestimento murale a base di puro grassello di calce aerea addizionata a polvere ottenuta da coppi e laterizi frantumati. Questo aumenta la resistenza all’acqua e la possibilità di applicazione in esterno. Tecnica già in uso ai tempi dei Romani, ma di derivazione fenicia, con applicazioni in tutta l’area mediterranea. I Romani hanno utilizzato il cocciopesto in maniera estensiva per impermeabilizzare cisterne, acquedotti, terme, come sottofondo stradale e come pavimentazione. Viene usato come finitura per muri, come intonaco, ma anche come pavimentazione ed è tuttora praticata in Italia da artigiani professionisti. Può avere colorazioni che vanno dal giallo ocra al rosso mattone a seconda del colore dei laterizi impiegati.
E’ un materiale ideale per applicazioni di bioarchitettura perché naturale al cento per cento e di pregevole effetto estetico. E’ un materiale impermeabile e traspirante, adatto per pavimenti, rivestimenti di bagni, docce, pareti interne ed esterne. I materiali pozzolanici (che rendono idraulica la calce) in natura sono: la pozzolana, la pietra pomice, il tufo e alcune argille vulcaniche cotte dalla lava (es. quelle dell’Etna) o il Trass tedesco. Tra i materiali pozzolanici “artificiali” (poiché cotti) troviamo il cocciopesto e il metacaulino (argilla per piatti e ceramiche). Poi ci sono pozzolane industriali: ceneri di scarto, fumi di silice e altro.
L’intonaco/intonachino cocciopesto non può essere venduto premiscelato o in polvere, in quanto si ottiene miscelando grassello di pura calce aerea naturale e polvere di laterizio. Tale miscela deve essere utilizzata nel giro di 24/48 ore.
Per la tecnica d’uso del cocciopesto consultare il sito dell’impresa artigiana Dianti: http://www.dianti.it
Altri indirizzi utili, forniti dalla Rete Solare per l’autocostruzione:
CREMONINI rivenditore di cocciopesto
http://www.cremoninisrl.it/terre_rosse/cocciopesto.htm
CALCE PIASCO provincia di cuneo, fornace, rivende grassello fino a 12/24 mesi . vende anche il
cocciopesto, ovvero un bicomponente di grassello e coccio pestato 0,2 (la fonte è sempre
cremonini) http://www.calcepiasco.it/
CALCE VIVA provincia di brindisi, fornace, rivende grassello fino a 48 mesi
BANCA DELLA CALCE grassello ad alta stagionatura fino a 48 mesi
FORUM CALCE associazione che promuove la tutela e la valorizzazione della calce naturale
http://www.forumcalce.it
BIBLIOGRAFIA SUL COCCIOPESTO FORNITA DALLA Rete solare di autocostruzione:
^Antonella Mazzolani, PAVIMENTI IN COCCIOPESTO ONRATO A THARROS NOTE A
MARGINE, rivista di studi punici anno I
http://www.academia.edu/440629/Pavimenti_in_cocciopesto_ornato_a_Tharros._Note_a_margine
^ Signīnum Opus. Harry Thurston Peck, Harpers Dictionary of Classical Antiquities (1898). [1]
^ Plinio, Historia Naturalis, Libro 35 (sui colori)
^ The Decorated Pavements of Morgantina II: The Opus Signinum. Author(s): Barbara Tsakirgis.
American Journal of Archaeology, Vol. 94, No. 3 (Jul., 1990), pp. 425-443. Archaeological Institute
of America. http://www.jstor.org/stable/505795
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before 256 B.C., since the town was destroyed in that year by Regulus. Kerkouane I 79. H. Joyce,
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133-34; T. Carter, “Western Phoenicians at Lepcis Magna,” AJA 69 (1965) 128, pl. 33; M. Fantar,
“Pavimenta Punica et signe dit de Tanit dans les habitations de Kerkouane,” Studi Magrebini 1
(1966) 57-65; M. Fantar, “Les Pavements puniques,” Les Dossiers de l’Archeologie (1978) 6-11;
Kerkouane I 502-503; Kerkouane II; S. Lancel, “Les Pavimenta Punica du quartier punique tardif
de la colline de Byrsa,” Cahiers des etudes anciennes 17 (1985) 157-77. For the signinum floors in
Sicilian houses, see for Agrigento: R.P. Jones and E.A. Gardner, JHS 26 (1906) 207-12; E. Gabrici,
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AntK 26 (1983) 39; for Solunto: M. deVos, BABESCH 50 (1975) 195- 224; for Syracuse: G.
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Sitografia
http://www.arteconstructo.be/historiek%20unilit%20E.htm



